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marzo 2015

Earth Hour: 5 motivi per cui fa bene risparmiare non solo nell’Ora della Terra

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Oggi dalle 20.30 alle 21.30 ci sarà la Earth Hour, un evento organizzato dal Wwf internazionale che si celebra in tutto il mondo. Durante l’Ora della Terra del 2014 sono state spente luci in 7000 città in 163 Paesi del mondo. E quest’anno si prevede che all’iniziativa del Wwf partecipino quasi 2 miliardi di persone.

Gli organizzatori hanno creato una mappa di tutti gli eventi che ci saranno in Italia.

E’ una di quelle iniziative che ci deve far riflettere sulla necessità di prenderci cura del nostro pianeta. L’idea è quella di lanciare un appello pacifico ma determinato ai governi del mondo per fare di più per salvaguardare il nostro pianeta, soprattutto dai cambiamenti climatici.

Ma è anche una mobilitazione che chiede anche al singolo individuo di praticare quotidianamente uno stile di vita che consenta un cambiamento di rotta.

Prendere immediatamente provvedimenti per fermare i cambiamenti climatici non è solo necessario ma urgente e indispensabile. Sono diverse le ragioni che devono spingere governi ed individui di tutto il mondo a partecipare a questa battaglia.

Soprattutto in Europa questa deve diventare una delle priorità in attesa del Summit sul Clima che si svolgerà a fine anno a Parigi.
Lì i governi di tutto il mondo dovranno dimostrare di avere a cuore il futuro del nostro pianeta.
Lì sarà necessario arrivare a un accordo efficace per combattere i cambiamenti climatici.

Ecco perchè come European Green abbiamo stilato un piccolo promemoria dove abbiamo indicato le cinque ragioni per le quali è urgente prendere provvedimenti individuali e governativi per il risparmio energetico. Cominciando da oggi con l’Ora della Terra.

  1. Il risparmio energetico aiuta la battaglia contro i cambiamenti climatici
    Se vogliamo raggiungere efficacemente l’obiettivo di non far aumentare il riscaldamento globale del pianeta di più di due gradi entro la fine del secolo è necessario anche ridurre le emissioni di gas serra dovute alla vita quotidiana nelle nostre case. La migliore maniera di farlo è ridurre il consumo di energia. Nel 2013 il 40% dell’energia consumata in Europa è stata a causa del riscaldamento (in inverno) e del raffreddamento (in estate) nelle nostre case. Del resto la mobilità causa il 31% delle emissioni di CO2. Questo vuol dire che noi anche nelle nostre case dobbiamo risparmiare energia per salvare il pianeta. Grazie ad una migliore isolamento delle nostre case e al passaggio ad un sistema di trasporti più pulito, contribuiremo al raggiungimento dei nostri obiettivi climatici.
  1. Il risparmio energetico riduce il nostro deficit commerciale
    Nel 2013, l’Ue ha speso 421 miliardi di euro per comprare energia dall’estero, per lo più gas russo. Ciò equivale a circa 1,2 miliardi di euro al giorno, oppure 1.200 € per ogni abitante dell’Unione europea. Ridurre il nostro consumo è l’unico modo per ridurre la nostra dipendenza dal gas russo, e di smettere di fare affidamento sulla buona volontà di Putin e di Gazprom.
  1. Il risparmio energetico fa diminuire le bollette
    La povertà energetica riguarda dai 50 ai 125 milioni di cittadini dell’Unione Europea, il che significa che tra il 14 e il 36% della popolazione ha difficoltà a pagare le bollette dell’elettricità e del gas o non può riscaldare adeguatamente le sue case. Un miglior isolamento delle abitazioni, insieme con l’utilizzo di apparecchi più efficienti e un modello energetico intelligente di consumo di energia (per esempio evitando l’uso di lavatrici durante i picchi di domanda) permetterebbe a tutti noi di ottenere nell’immediato bollette meno pesanti e un potere d’acquisto tale da consentire una contrattazione per la diminuzione delle bollette .
  1. Il risparmio energetico crea posti di lavoro e stimola la crescita economica
    Nel contesto di questa crisi economica, il settore dell’efficienza energetica è uno di quelli che potrebbe portare alla creazione di posti di lavoro. Costruttori, artigiani, installatori, architetti, ingegneri e così via potrebbero rinnovare, progettare e installare tecnologie a basso consumo energetico. I dati confermano che entro il 2020, fino a 2 milioni di posti di lavoro potrebbero essere creati in Europa nel settore delle misure di efficienza energetica, con altri 2 milioni di posti di lavoro possibili entro il 2030. Per ogni milione di euro investito in misure di risparmio energetico, si crea una media di 17 posti di lavoro .
  1. Il risparmio energetico migliora la competitività delle nostre imprese
    I costi energetici rappresentano una quota sempre maggiore della spesa complessiva della produzione nel settore manifatturiero. Per ragioni geologiche e strutturali, l’Europa avrà sempre i prezzi dell’elettricità e del gas più elevati rispetto ai suoi principali concorrenti, come gli Stati Uniti o la Cina. Pertanto, se miglioriamo l’energia e l’efficienza delle risorse dei nostri processi produttivi, le industrie dell’UE avrebbero costi competitivi per la vendita dei loro prodotti sul mercato mondiale.

(Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/28/earth-hour-oggi-ce-lora-della-terra-cinque-motivi-per-i-quali-risparmiare-fa-bene/1545023/)

Lavoro minorile: Italia che costringe bambini a lavorare nei campi

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da IlFattoQuotidiano.it

Sembra un documentario girato nell’Italia del Dopoguerra, quando il lavoro minorile era generalizzato e sistematico nel nostro paese.

Invece è stata girata nei mesi scorsi e verrà presentata il 12 marzo a Catania dalla Cgil e dalla Flai Cgil. Si tratta di una inchiesta video curata da Massimo Malerba e Riccardo Napoli nella quale si documenta quel che accade tutte le mattine nelle campagne di Paternò, Adrano, Acireale, Aci Catena.

Furgoni che partono dai centri cittadini coordinati dai caporali per accompagnare ragazzi e ragazze minori, migranti e donne nei campi della Sicilia orientale. Sfruttati senza regole, contratti e controlli. Costretti ad alzarsi alle quattro del mattino senza avere la certezza di un lavoro e, soprattutto, di una paga equa e in regola e di un orario certo. Migliaia di persone pagate pochi euro al giorno costrette a sottostare alle regole imposte dai caporali.

“Quello che abbiamo scoperto è una realtà allucinante, fatta di sfruttamento estremo, di paghe da fame, di ricatti, di abusi” spiega Massimo Malerba “un viaggio disperante tra intere famiglie, compresi bimbi di 8/9 anni, caricati su fatiscenti pulmini destinati all’inferno delle campagne senza regole, di migranti magrebini che dormono in capanne di cartone, di lavoratrici rumene abusate dai padroni”

Un documentario/verità che non ha messo filtri di nessun tipo per raccontare e denunciare quel che accade in Sicilia ma che, probabilmente, si può riscontrare in tante altre parti d’Italia soprattutto del centro/sud. Massimo Malerba e Riccardo Napoli in “Terranera” hanno voluto far parlare le immagini e le testimonianze, avendo vissuto insieme a questi bambini, donne e uomini sfruttati per settimane. Fianco a fianco nelle campagne del catanese, del siracusano e del ragusano per un racconto che è molto diverso da ciò che leggiamo nelle prime pagine dei giornali a proposito del lavoro in Italia.

Non meraviglia che la Ong Save The Children proprio nei giorni scorsi abbia denunciato le difficoltà dei ragazzi siciliani nel proseguire gli studi, seppure in un Istituto Professionale. E parla di una Sicilia in cui la dispersione scolastica è ai massimi livelli in Italia, pari al 25,8%.

E non meraviglia che, sempre secondo Save the Children, in Italia 260.000 i pre-adolescenti, e cioè circa il 5% del totale nella fascia di età tra i 7 e i 15 anni, siano costretti a lavorare già giovanissimi, a causa delle condizioni familiari, di un rapporto con la scuola che non funziona o per far fronte da soli ai loro bisogni. E ben 30 mila minori tra i 14 e i 15 anni siano a rischio di sfruttamento. E che quasi la metà di questi siano bambine.

Ben vengano quindi documentari come “Terranera” che testimoniano queste situazioni. E nei prossimi giorni saremo tutti impegnarci a diffonderlo. Ma la denuncia da sola non basta. E sarebbe il caso che anche il Parlamento e il Governo  se ne rendessero conto e si attivasse al più presto una task-force per affrontare un problema che un paese che si vanta di appartenere al mondo industrializzato e di essere fra le maggiori economie del pianeta non può tollerare.

(Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/08/lavoro-minorile-questa-nostra-italia-che-costringe-bambini-di-otto-anni-a-lavorare-nei-campi/1486721/)