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maggio 2015

Migranti: dieci bufale che alimentano il razzismo – parte 2

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da IlFattoQuotidiano.it

Ecco di seguito le altre mie 5 risposte alle 5 bufale sui clandestini, con relativi link. (Qui le prime 5)

6) All’epoca dei nostri migranti molti italiani sono partiti, ma molti altri hanno resistito alla guerra, la fame e la dittatura. Non siamo in grado di dare asilo a milioni di profughi
 A parte che non sono milioni ma, come abbiamo visto al punto 2, i profughi che nel 2014 hanno fatto domanda di asilo in Italia sono 64.600. Il paragone comunque non regge. Basta chiedere ai migranti libici, eritrei, siriani delle loro famiglie e dei loro amici trucidati. In Siria, ad esempio, in quattro anni di guerra si contano 215 mila morti di cui 66 mila civili. (Fonte: Repubblica) Tra l’altro la nostra costituzione all’articolo 10 stabilisce il diritto d’asilo in Italia allo straniero al quale nel suo Paese non è garantito l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione.

7) I clandestini rubano il lavoro agli italiani.
Gli stranieri non solo non hanno rubato posto agli italiani, ma hanno incentivato per loro un lavoro più qualificato. “La crescita della presenza straniera non si è riflessa in minori opportunità occupazionali per gli italiani”, è la Banca d’Italia a parlare. Secondo modelli econometrici e analisi dei dati statistici dei Paesi di riferimento è dimostrato “che persino un raddoppio dei flussi immigratori, al contrario di quanto ritengono in molti, non ha impatti significativi, a livello statistico, sui livelli di occupazione. Chi dunque teme che gli extracomunitari tolgano il lavoro agli italiani ha un falso timore. Non solo: analizzando 15 anni di immigrazione in Europa i due autori sono giunti alla conclusione che questa ha «spostato» i lavoratori nazionali verso lavori meno manuali e più qualificati e determinato un aumento medio delle buste paga pari allo 0,7%.” (Fonte: Corriere della Sera)

8) Ci stiamo facendoci invadere dai mussulmani. Gli immigrati italiani erano cattolici e andavano in paesi cattolici. Prova a costruire una chiesa nei loro paesi.
Peccato che la maggioranza degli stranieri presenti in Italia sia cristiana e non musulmana.
Queste sono i dati delle religioni tra gli stranieri
Musulmani 1.200.000
Cattolici 860.000
Altri cristiani 1.100.000
Altre confessioni (induisti, buddisti, sikh) 200.000
Atei 230.000
Non dichiarati 80.000
Quanto alla bufala delle chiese, nei paesi islamici i cristiani sono un numero molto esiguo, ma è comunque loro garantito un luogo di culto. Ancora una volta i dati sono eloquenti: ad esempio in Marocco i cattolici sono circa 27 mila, pari a meno dello 0,1%, su una popolazione di 33.757.750 abitanti. Il Marocco ospita 3 cattedrali e 78 chiese. Citando solo i principali paesi islamici, dove è il caso di ricordare che spesso i cristiani costituiscono una piccolissima minoranza: si contano trentadue cattedrali in Indonesia, una cattedrale in Tunisia, sette cattedrali in Senegal, cinque cattedrali in Egitto, quattro cattedrali e due basiliche in Turchia, quattro cattedrali in Bosnia, una cattedrale negli Emirati Arabi Uniti, sette cattedrali in Pakistan, sei cattedrali in Bangladesh. (Fonte: Dossier «Mandiamoli a casa» i luoghi comuni)

9) Non possiamo accogliere gli immigrati perché non siamo un paese multietnico. La loro presenza rovina le nostre scuole.
 Ma questo non è un vantaggio, anzi. E’ paradossale che il continente africano, dalla quale provengono la maggior parte dei clandestini, sia quello più multietnico e accogliente nei confronti degli stranieri del mondo. (Fonte: Washington Post). L’Italia, nonostante il suo passato di emigranti, inspiegabilmente non accetta di esserlo perché fa gioco ad alcuni settori politici alimentare la paura (inesistente) dell’invasione etnica.  “La multietnicità a scuola non è uno svantaggio, tutt’altro. La presenza di bambini stranieri a scuola deve essere considerata come un vantaggio e un punto di partenza per crescere insieme e per insegnare ai bambini a non essere razzisti e a saper convivere con altre culture. Inoltre statisticamente è dimostrato che le scuole con tanti studenti stranieri sono le migliori d’Italia.” (Fonte: Pianeta Mamma)

10) Il razzismo nasce perchè agli italiani restano i doveri e i diritti sono tutti dei migranti.
Io invece credo che il razzismo nasca dalle semplificazioni e dal populismo. Quali sarebbero i diritti che verrebbero concessi ai migranti a discapito degli italiani. Il diritto di morire nei barconi? Il diritto di venire segregati in centri di accoglienza? Il diritto di vivere nei settori più poveri della società italiana? Il diritto a non avere cittadinanza neanche per i loro figli che nascono sul nostro suolo? La verità è che la stragrande maggioranza degli stranieri che sbarcano in Italia poi si dirigono in altri paesi europei dove gli vengono concessi diritti che qui da noi non trovano. (Fonte: Repubblica)

Ne ho scritte dieci, ma mi rendo conto che ne potrebbe servire solo una: basterebbe pensare da essere umani. Vedendo che se ci sono migliaia di persone che muoiono, la risposta non può essere tentare di giustificare la loro morte. Ma intervenire con umanità, solidarietà, leggi e tutele per far sì che da domani questo non accada più.

(Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/06/migranti-dieci-bufale-che-alimentano-il-razzismo-ii-parte/1655347/)

Migranti, dieci bufale che alimentano il razzismo – 1

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da IlFattoQuotidiano.it

Il mio post precedente ha sollevato un acceso dibattito tra i frequentatori di questo blog e sui social. (Per fortuna la sacrosanta politica de ilfattoquotidiano.it, che modera i commenti, ha evitato i toni più beceri che altrove hanno accompagnato questo tipo di riflessioni). Cosa dicevo sostanzialmente? Che noi italiani siamo un popolo di emigranti (nel passato e ancora oggi), che spesso non siamo stati accolti benissimo nei relativi paesi di destinazione, che purtroppo nelle traversate dalla fine dell’ottocento fino alla metà del novecento sono morti migliaia di italiani, che capitani e armatori si comportavano spesso da veri delinquenti. E proponevo che questa parte della storia venisse insegnata ai nostri figli a scuola.

Noto con piacere che le condivisioni in rete e gli apprezzamenti al mio articolo precedente sono stati superiori ai commenti “di pancia”. Ho letto puntualmente ogni critica.  Per questo ho pensato che fosse giusto preparare queste prime 5 risposte alle 5 bufale dei lettori più accaniti nei confronti dei clandestini (seguiranno le altre 5). Con relativi link per poter approfondire.

1) Non si può confrontare l’immigrazione selvaggia di oggi con l’immigrazione degli italiani nelle Americhe. Gli italiani erano ben accetti.
Se si conosce la storia degli Stati Uniti, si deve sapere che non è vero che quella civiltà era accogliente e ben disposta rispetto agli immigrati. “A partire dalla fine degli anni 1880, inizia un conflitto a livello del Congresso, che tende a limitare, contenere, respingere, espellere quegli immigrati, costruendoli sul piano sociale come “invasori” o “distruttori della cultura statunitense”, determinando allarme e preoccupazione, mettendo in movimento reazioni di tipo razzista.” Nel 1921 fu approvata una ulteriore restrizione, che limitava il flusso immigratorio da un paese al 3 % del numero complessivo della popolazione statunitense. E ancora “le leggi che vanno dal 1921 al 1924 segnano un drastico giro di vite, introducendo il sistema delle quote che limiterà gli sbarchi dai paesi “arretrati” dell’Europa sudorientale (italiani, slavi) oltre che di islamici ed ebrei.” (Fonte: Libro US Waste. Rifiuti e sprechi d’America. Una storia dal basso.)

2) L’America era una nazione che iniziava la sua crescita ed aveva territori immensi da trasformare. L’Italia di oggi è una nazione piccina super popolata.
Infatti i migranti si dirigono in molti paesi europei. E l”Europa ha un’estensione territoriale maggior degli Usa (10.180.000 km² contro 9.857.306 km²). Solo il 10% dei migranti che sbarcano si ferma in Italia. Secondo i dati Eurostat relativi al 2014 un rifugiato su 3 ha chiesto di asilo in Germania, paese che ha ricevuto 202 mila richieste, pari al 32% del totale, seguita da Svezia con 81 mila (13%), Italia con 64.600 (10%), Francia 62mila (10%) e Ungheria 42mila (7%).

3) Noi non facevamo come i clandestini che rubano i servizi e le case destinati agli italiani
Questa è una bugia abbastanza diffusa. Peccato che non sia vero che gli stranieri siano privilegiati rispetto agli italiani, anzi. L’Osservatorio provinciale delle immigrazioni a Bologna ha stilato un dossier sull”abitare degli stranieri a Bologna e provincia” ed è emerso che a vedersi assegnare un alloggio, sono più spesso gli italiani rispetto agli stranieri, con il rapporto di 1 a 5 per le famiglie italiane e 1 a 10 fra gli stranieri che ne fanno richiesta. Ovviamente fra i criteri per l’assegnazione delle case popolari non compare la nazionalità. Gli immigrati di solito sono svantaggiati perché giovani, in buona salute e con piccoli gruppi famigliari (poiché non ricongiunti).

4) I nostri connazionali contribuivano alla crescita economica, mentre i clandestini sono a carico degli italiani
Il rapporto tra la spesa pubblica per l’immigrazione, da una parte, e i contributi previdenziali e le tasse pagate dagli immigrati, dall’altra, mostra che nel 2011 gli introiti dello Stato riconducibili agli immigrati sono stati pari a 13,3 miliardi di euro, mentre le uscite sostenute per loro sono state di 11,9 miliardi, con una differenza in positivo per il sistema paese di 1,4 miliardi. (Fonte: RAPPORTO UNAR)

5) Noi italiani paghiamo i clandestini 40 euro al giorno, uno schiaffo in faccia a chi muore di fame
La diaria giornaliera concessa ai migranti è di 2,5 euro. E’ questo il lusso? Il costo stimato per straniero che sbarca è di circa 35 euro al giorno. Questi soldi però non finiscono in tasca agli ospiti dei centri ma tornano in circolo nell’economia italiana perché vengono erogati alle cooperative, di cui i comuni si avvalgono per la gestione dell’accoglienza. E servono a coprire le spese per il vitto, l’alloggio, la pulizia dello stabile e la manutenzione. Una piccola quota copre anche i progetti di inserimento lavorativo.  (Fonte: Redattoresociale).
Bisogna ricordare che sono soldi coperti dai fondi che ci vengono erogati dalla Unione Europea (ai quali noi contribuiamo in piccola parte): “per il periodo 2013-2020: con 310.355.777 di euro l’Italia è il secondo Paese con più alta remunerazione per quanto riguarda il fondo per l’asilo e l’integrazione degli stranieri (Amif)” Fonte: HuffingtonPost).

…continua

(Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/03/migranti-dieci-bufale-che-alimentano-il-razzismo-i/1646848/)