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Pierluigi Battista proietta le sue paure su di me

By novembre 29, 2013Senza categoria

da Huffingtonpost.it

Pierluigi Battista si preoccupa del mio futuro, e con lui tante altre persone. Le ringrazio, ma non devono preoccuparsi. Io sto bene, anzi meglio. In un editoriale sul Corriere della Sera, la firma del Corriere si preoccupa della “paura di restare senza Caimano” e sciorina una serie di persone e personaggi, tra i quali mi onora di citarmi, che – a suo parere – “Un po’ brindano, ma un po’ non vorrebbero mai brindare.” quasi che con la decadenza di Berlusconi dal Parlamento, chi si è opposto per venti anni potrebbe sentirsi orfano.

Voglio rassicurare lui e tutti coloro che si preoccupano del mio futuro: io vivrò benissimo e sono strafelice di non dover tornare più in piazza a brindare. Stia tranquillo Battista, per fortuna ho una vita piena, composta da una famiglia con tre figli, un cane e due gatti. Un matrimonio solido che dura da ben 27 anni. Un lavoro (quasi) stabile, per quanto stabile sia il doversi barcamenare tra partita Iva, fatture e clienti che non pagano. E, soprattutto, una vita che non mi ha visto solo impegnato nella lotta contro il Caimano. Sono sempre stato in prima fila nelle battaglie ambientaliste, pacifiste, per la difesa dei beni comuni, per i diritti civili e per la legalità.

Ma lui, come molti giornalisti disattenti, le lotte dei cittadini, di questi ultimi 20 anni, che non avessero a che fare con Berlusconi, non le ha mai raccontate. In psicologia esiste un meccanismo di difesa che consente di spostare sentimenti o caratteristiche proprie, o parti del Sé, su altre persone. E’ la proiezione. Ecco, io credo che Battista in questo momento stia proiettando le sue paure sugli altri, e io ne sono una delle vittime.

Infatti è lui che in questi anni ha difeso a spada tratta ogni volta che Berlusconi era in difficoltà sancendo, dopo la condanna del in primo grado a sette anni e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per concussione e prostituzione minorile nell’ambito del processo Ruby, che quella contro Berlusconi era un’ingiusta condanna morale. Ma quale morale? La condanna era reale, e per reati gravissimi.

Ma PiGi no, non ha desistito, fino a tratteggiare, con una lacrimuccia che gli scendeva sul viso, il ritratto e la “La solitudine del capo tra i cortigiani avidi”, partecipando al dolore della vittima sacrificale.

Insomma, tutti noi siamo sicuri che se in Italia c’è un “orfano” del ventennio ormai alle spalle, quello è lui. Ma non è il solo. Sempre in via Solferino – in questi anni – gli hanno fatto compagnia Antonio Polito e Massimo Franco. Per non parlare di Arturo Diaconale che però non ha mai letto nessuno (chi sa dell’esistenza de “L’Opinione”?). E che dire di coloro che sono stati – direttamente o indirettamente – a busta paga del pregiudicato di Arcore? I vari Sallusti, Feltri, Ferrara, Belpietro, solo per citarne qualcuno.

Io continuerò la mia lotta per combattere ogni sopruso, monopolio o vulnus democratico. A partire da una legge seria sul conflitto di interessi. La prossima battaglia sulla quale, con tanti cittadini preoccupati, mi impegnerò. Per impedire che un altro Berlusconi nasca domani (magari dalla stessa genìa). Sperando che Battista rimasto senza padrone possa occuparsi dei problemi dell’Italia e degli italiani.

(Fonte: http://www.huffingtonpost.it/gianfranco-mascia/pierluigi-battista-proietta-le-sue-paure-su-di-me_b_4358923.html)

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