Una petizione contro il Ri Porcellum, ma pronti al Referendum

da Huffingtonpost.it

Ci stanno riprovando. La verità è che chi doveva rottamare la vecchia politica, chi è stato eletto ed osannato come il nuovo che avanza, chi tuonava “mai il superporcellum” sta proponendo una legge elettorale nella quale le segreterie di 4 o 5 partiti decideranno chi dovrà sedere in Parlamento, in liste bloccate. Cancellando in un solo colpo le aspettative di noi cittadini che non vediamo l’ora di decidere i nostri parlamentari.

E disattendendo la Corte Costituzionale che il 4 dicembre 2013, ha bocciato il Porcellum e “dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali ‘bloccate’, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza”. Ho già spiegato come la questione delle “liste corte” sia una truffa, poiché con il collegio unico nazionale alla fine la decisione su chi eleggere sarà ancora nelle mani di pochi e non di noi elettori.

Ma noi non accettiamo questo scandalo: consentire alle segreterie dei partiti la possibilità di mettere in lista chiunque – compresi parenti, amici, Razzi, Scilipoti e pregiudicati – scippando a noi cittadini il diritto di scegliere direttamente i nostri parlamentari.

Per questo è importante una mobilitazione nazionale. Come cittadini dobbiamo far capire che a questa ennesima truffa noi non ci stiamo. Noi vogliamo decidere.

Per questo invito tutti quanti a firmare la petizione che abbiamo lanciato sul nostro sito . E che diffonderemo in tutta Italia con banchetti di raccolta firme in ogni angolo del Paese.
E, ricordando la richiesta (disattesa) di più di un milione e duecentomila cittadini che hanno firmato il referendum promosso per l’abolizione del Porcellum, siamo pronti, nel caso questa legge dovesse essere approvata da questo Parlamento di nominati, a riproporre un referendum abrogativo.

Renzi e la foto con il criminale

da Huffingtonpost.it

E alla fine ci sarà una foto. Quella foto, di Renzi che stringe la mano a Berlusconi, varrà più di mille sproloqui, di mille interviste, di mille dibattiti televisivi.

Farà il giro del mondo e il suo messaggio sarà inequivocabile: Berlusconi, il criminale, è ancora il fulcro della politica italiana. E Renzi, il rottamatore, l’Obama italiano, il nuovo che avanza, sarà ricordato ai posteri come D’Alema con la bicamerale.

berlusconi dalema

Quella foto sarà in prima pagina su tutti i quotidiani e sul web circolerà con la didascalia: “Superinciucio”. E rimarrà agli annali come il momento in cui Renzi ha spregiudicato Berlusconi.

Finora per trovare la foto di Renzi con Berlusconi, si è utilizzata quella di Porta a Porta, con Renzi in studio e il criminale sullo sfondo sul video wall. A sancire una giusta distanza. Quella tra un aspirante premier e un vecchio premier pregiudicato.

Non si capisce a chi sia utile annullare quella differenza.

Perché è anomalo sentire le giuste critiche di Renzi sul governo delle grandi intese, e poi vederlo finire nell’abbraccio con un criminale. Altro che grande intesa. Questa sarebbe una intesa criminale.
Tra l’altro non si capisce perché un non parlamentare debba incontrare un pregiudicato, anche lui non parlamentare, per decidere cosa il Parlamento debba fare. Per questo è importante stanare il Movimento 5 Stelle e proporre a loro, in Parlamento, una riforma elettorale democratica.

(Fonte: http://www.huffingtonpost.it/gianfranco-mascia/renzi-e-la-foto-con-il-criminale_b_4623871.html)

Pierluigi Battista proietta le sue paure su di me

da Huffingtonpost.it

Pierluigi Battista si preoccupa del mio futuro, e con lui tante altre persone. Le ringrazio, ma non devono preoccuparsi. Io sto bene, anzi meglio. In un editoriale sul Corriere della Sera, la firma del Corriere si preoccupa della “paura di restare senza Caimano” e sciorina una serie di persone e personaggi, tra i quali mi onora di citarmi, che – a suo parere – “Un po’ brindano, ma un po’ non vorrebbero mai brindare.” quasi che con la decadenza di Berlusconi dal Parlamento, chi si è opposto per venti anni potrebbe sentirsi orfano.

Voglio rassicurare lui e tutti coloro che si preoccupano del mio futuro: io vivrò benissimo e sono strafelice di non dover tornare più in piazza a brindare. Stia tranquillo Battista, per fortuna ho una vita piena, composta da una famiglia con tre figli, un cane e due gatti. Un matrimonio solido che dura da ben 27 anni. Un lavoro (quasi) stabile, per quanto stabile sia il doversi barcamenare tra partita Iva, fatture e clienti che non pagano. E, soprattutto, una vita che non mi ha visto solo impegnato nella lotta contro il Caimano. Sono sempre stato in prima fila nelle battaglie ambientaliste, pacifiste, per la difesa dei beni comuni, per i diritti civili e per la legalità.

Ma lui, come molti giornalisti disattenti, le lotte dei cittadini, di questi ultimi 20 anni, che non avessero a che fare con Berlusconi, non le ha mai raccontate. In psicologia esiste un meccanismo di difesa che consente di spostare sentimenti o caratteristiche proprie, o parti del Sé, su altre persone. E’ la proiezione. Ecco, io credo che Battista in questo momento stia proiettando le sue paure sugli altri, e io ne sono una delle vittime.

Infatti è lui che in questi anni ha difeso a spada tratta ogni volta che Berlusconi era in difficoltà sancendo, dopo la condanna del in primo grado a sette anni e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per concussione e prostituzione minorile nell’ambito del processo Ruby, che quella contro Berlusconi era un’ingiusta condanna morale. Ma quale morale? La condanna era reale, e per reati gravissimi.

Ma PiGi no, non ha desistito, fino a tratteggiare, con una lacrimuccia che gli scendeva sul viso, il ritratto e la “La solitudine del capo tra i cortigiani avidi”, partecipando al dolore della vittima sacrificale.

Insomma, tutti noi siamo sicuri che se in Italia c’è un “orfano” del ventennio ormai alle spalle, quello è lui. Ma non è il solo. Sempre in via Solferino – in questi anni – gli hanno fatto compagnia Antonio Polito e Massimo Franco. Per non parlare di Arturo Diaconale che però non ha mai letto nessuno (chi sa dell’esistenza de “L’Opinione”?). E che dire di coloro che sono stati – direttamente o indirettamente – a busta paga del pregiudicato di Arcore? I vari Sallusti, Feltri, Ferrara, Belpietro, solo per citarne qualcuno.

Io continuerò la mia lotta per combattere ogni sopruso, monopolio o vulnus democratico. A partire da una legge seria sul conflitto di interessi. La prossima battaglia sulla quale, con tanti cittadini preoccupati, mi impegnerò. Per impedire che un altro Berlusconi nasca domani (magari dalla stessa genìa). Sperando che Battista rimasto senza padrone possa occuparsi dei problemi dell’Italia e degli italiani.

(Fonte: http://www.huffingtonpost.it/gianfranco-mascia/pierluigi-battista-proietta-le-sue-paure-su-di-me_b_4358923.html)